Politica quanto ci costi!

Auto blu, scorte, cene di gala, ricevimenti internazionali, viaggi diplomatici, e ancora organi costituzionali, sottosegretariati, regioni, provincie, comuni e circoscrizioni. Quanto costa la politica alle tasche dei sempre più impoveriti italiani, ma soprattutto è possibile tagliare di netto la spesa pubblica per i costi della politique a volte irritanti proprio per il fatto che la classe dirigente attuale sembra incapace a gestire le sorti di un paese sull’orlo del baratro?

Lo stivale, che affonda nel fango, sembra essere ritornato anacronisticamente al tempo del senatus populusque, quando la differenza tra chi la legge la faceva e chi la pagava era enorme, oppure la tempo dei patrizi e plebei, o dei borghesi e proletari. Una bilancia che pendeva e forse pende ancora sempre dallo stesso lato. L’annosa questione di una piccola lobby super avvantaggiata e di un popolo intero che sta a guardare, e a pagare, si ripropone perpetuamente.

I vari presidenti, ministri, senatori, deputati, sindaci, assessori e consiglieri costano al bel paese oltre 9 miliardi di euro l’anno, corrispondenti a poco più di 350 euro per nucleo familiare, circa 150 euro a testa. Applicando ai circa 154 mila rappresentanti politici dei vari organi collegiali nazionali e locali l’ipotesi della riduzione di poco più di un terzo del numero dei parlamentari si avrebbe, infatti, un risparmio di spesa di oltre 3,3 miliardi all’anno. Cifra sufficiente ad attuare una riduzione permanente di circa 8 decimi di punto della prima aliquota Irpef a beneficio di oltre 30 milioni di contribuenti o, in alternativa, ad ottenere permanentemente una somma di 2.900 euro all’anno da destinare a tutte le famiglie in condizioni di povertà assoluta. Sono questi i dati sconcertanti di un recente studio della Confcommercio Imprese che ci da l’idea di come funziona e male l’amministrazione della macchina politica del bel paese.

Più volte sono stati gli stessi politici a proporre l’abbattimento dei costi della politica come l’eliminazione degli sprechi e dei privilegi (le innumerevoli auto blu, i voli aerei gratuiti, le agevolazioni del 20% di sconto per i parlamentari che acquistano un auto nuova) o l’abolizione di alcuni enti inutili e mangia soldi come le provincie, veri e propri carrozzoni burocratici. Ma poi gli stessi politici entrano negli stadi a sirene spiegate in auto lussuose pagate dai contribuenti, viaggiano in tutta Italia e affittano case in centro a modiche cifre.

Ma il non plus ultra del magna magna (questa volta non generale ma di pochi eletti) si può constatare leggendo il menù privilegiato dei nostri cari politici. Il Ristorante dei Senatori prevede prezzi stracciati per portate principesche. Facciamo un esempio: carpaccio di filetto con salsa al limone 2,76 €, spaghetti alle alici 1,60 €, bistecca di manzo 2,68 €, per un totale di … “udite udite” 7,00 €, con i quali un italiano medio si può gustare, forse, una pizza.

Da questo decalogo di nefandezze e di privilegi si può benissimo intendere come la crisi ci sia ma non per tutti. E noi paghiamo!

Fabrizio Maggiore

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2 Risposte a ““Politica quanto ci costi””

  1. Nome sorci francesco
    6 gennaio 2012 alle 11:51 #

    ciao fabbri’ era ora che qualcuno mettesse a scrivere quello che effettivamente respiriamo in questa aria italiana, ti aspettavamo continua cosi’ noi siamo con te con i nostri commenti .buon anno (frank)

  2. Sorci Santo
    5 gennaio 2012 alle 21:06 #

    Ciao fabrizio, sono daccordo con te ma purtroppo questa crisi mi fa pensare e spero che ci sia un evento importante alla fine dell anno. 2012.
    Ci sentiamo, auguroni e in bocca al lupo.