Le arti marziali: Il Ju Jitsu
Salve a tutti gli appassionati di arti marziali, sono Andrea Lupi, praticante di arti marziali sin da giovane, e negli anni divenuto istruttore di alcune di esse. In questo mio primo articolo vi introdurrò questo mondo e vi presenterò quella che, insieme al Sumo, viene considerata l’arte marziale giapponese per eccellenza, il Ju Jitsu.
Il Ju Jitsu è divenuto la base per altre arti marziali. Il nome significa “arte della cedevolezza”, (Ju= cedevolezza) (Jitsu= tecnica arte), perché apparentemente cede alla forza dell’avversario, solo per controllarla e dirigerla verso di esso. In quest’arte possiamo trovare tecniche di percussione su punti di pressione, leve, calci, proiezioni, lotta a terra, bloccaggi e leve articolari. Il tutto finalizzato alla neutralizzazione immediata di un’aggressione.
Il Ju Jitsu nacque in Cina più di 2.000 anni fa, esso ebbe uno sviluppo in Giappone nell’epoca feudale al tempo in cui i numerosi clan erano in guerra e i samurai al servizio dei feudatari (Daimyo) testavano l’efficacia del Ju Jitsu sui campi di battaglia. Con la venuta al potere dello Shogunato Tokugawa , che determinò la fine delle guerre feudali e l’unificazione del Giappone, nacquero delle scuole non militari di Ju Jitsu. In seguito, in epoca Meiji, un decreto imperiale, sancito per modernizzare il paese e farlo uscire dal suo isolamento durato per secoli, privò i Samurai del diritto di portare la Katana e il Wakizashi e pertanto fiorirono molte scuole di Ju Jitsu. Tra le più importanti: Katayama Hoki ryu – stile praticato dalle guardie dello Shogun; Asayama Ichiden ryu – Stile nobile praticato dai samurai; Tenjin myoshin ryu – Stile praticato dai contadini
Daito ryu aikijujutsu – Stile da cui è nato l’aikido. La conoscenza dei Ryu di Ju Jitsu in tutto il Giappone fu divulgata fondamentalmente dai “Ronin” (samurai mercenari) che nello spostarsi da una zona all’altra della regione orientale lo diffusero rapidamente.
In Europa, al fine di promuovere questa disciplina fu creata nel 1976 la World Ju-Jitsu Federation (WJJF), un’organizzazione di arti marziali nata a Fazakerley, un sobborgo di Liverpool, dove attualmente si trova la sede mondiale della Federazione. La World Ju-Jitsu Federation ha lo scopo di promuovere lo studio del Jujitsu ed aiutare ad organizzare, controllare e sviluppare tale arte marziale in Inghilterra e nel mondo. Il Soke della WJJF è il maestro dan Robert Clark. La WJJF è un membro riconosciuto della “All Japan Ju Jitsu International Federation”.
In Italia, il Ju Jitsu, o “lotta giapponese” come fu denominata per molti anni, fece la sua prima apparizione nel 1908 nel corso di una manifestazione militare – sportiva alla presenza dei Reali d’Italia, grazie ai due sottufficiali di Marina Raffaele Piazzolla e Luigi Moscardelli, i quali appresero quest’arte sotto servizio in estremo oriente. Uno dei più grandi esponenti del Ju Jitsu in Italia è stato il maestro Gino Bianchi, inventando un metodo studiato per scremare il Ju Jitsu imparato in Cina, il metodo Bianchi appunto, composto da 5 gruppi (settori) di 20 tecniche l’uno.
Oggi le maggiori organizzazioni italiane che praticano il metodo Bianchi adottano due diversi stili di studio. Per esempio, nell’ “Associazione Italiana Ju Jitsu” la catalogazione delle tecniche è rimasta immutata, mentre nella Fijlkam, dopo l’iniziale inserimento delle cento tecniche, così come fu rivisitata dal M.tro Rinaldo Orlandi, queste furono diminuite e vennero aggiunti i “concatenamenti” che implicano il collegamento di una tecnica con l’altra in seguito alla reazione dell’avversario. Ad oggi Nella Fijlkam sono consolidati due stili: il metodo Bianchi e, dal 1990, lo stile Hontai Yoshin Ryu.
Con l’avvento del ventesimo secolo il Giappone, che fino allora era isolato dal mondo occidentale si aprì a nuove culture.Alcuni dei più famosi Maestri di Ju Jitsu si spostarono in Europa, America e Sud America, in particolare in Brasile dove una nuova versione prese forma .
Il Jiu Jitsu brasiliano o brazilian jiu jitsu (bjj) è una disciplina che studia la lotta a terra, anche se nasce come arte marziale in cui si usa il kimono. Il bjj nacque in Brasile grazie alla venuta, nei primi anni del secolo, del console giapponese Mitsuyo Maeda, conosciuto anche con l’appellativo di “Conte Koma” il quale fondò un dojo nel quale si affermò il giovanissimo Carlos Gracie. Fratello minore di Carlos era l’ormai leggendario Helio, il quale disputò decine di incontri leggendari che dimostrarono al mondo come la tecnica sopraffina del jiu jitsu poteva portare al successo nei combattimenti anche una persona esile quale era appunto Helio Gracie. Negli anni ‘80 del XX secolo esponenti di spicco della famiglia Gracie emigrarono negli USA e lì organizzarono dei tornei interstile sfidando i combattenti di altri sistemi.
Oggi il Ju Jitsu è conosciuto e praticato in tutto il mondo ed è un efficace metodo di difesa personale che, proprio per la sua facilità ed efficacia, è insegnato a donne, uomini, bambini ed anche alle forze dell’ordine e ai militari di tutto il mondo.
Andrea Lupi



















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