Le arti marziali: il judo 1/2

Cari amici appassionati, praticanti di arti marziali e sport da combattimento continuiamo il nostro viaggio nel fantastico e misterioso mondo delle arti marziali, in particolare del “SOL LEVANTE”, con quella che è la prima arte marziale ad entrare a far parte delle discipline olimpiche: il JUDO.
Nel V secolo la civiltà cinese penetrò in Giappone attraverso la Corea e modificò profondamente la cultura nipponica. Questo avvenimento ebbe ripercussioni politiche e culturali sul Giappone. I monarchi inviarono, a più riprese, missioni culturali in Cina ed in Corea per consolidare ed approfondire le scienze acquisite. Il Giappone viveva sotto un regime feudale retto dall’imperatore, dove, in realtà, il potere era esercitato da un governatore militare: lo Shogun. Il paese era diviso in distretti militari appartenenti ai vassalli dello Shogun, i Daymio, temibili guerrieri. L’imperatore Mutsu-Hito introdusse in Giappone la civiltà occidentale, evento che determinò l’adozione delle scienze e delle arti europee. Il rapido mutamento che ne conseguì, e l’infatuazione verso la cultura occidentale, misero in cattiva luce tutto ciò che caratterizzava l’antico regime feudale. Le arti marziali cominciarono ad essere viste con disprezzo, e l’introduzione dei fucili e delle armi bianche favorì l’abbandono dei metodi di lotta. Soltanto i samurai vi rimasero fedeli. Gli esperti di Ju Jitsu furono costretti ad impartire lezioni per vivere, ma il desiderio di aderire alla cultura occidentale condusse rapidamente ad un rilassamento. La tradizione marziale, infatti, rischiava di scomparire. Con la fine della casta dei Samurai alcuni maestri di Ju Jitsu iniziarono a modificare la loro arte per renderla conforme alla nuova legge imperiale.
Tra tutti il più famoso è Jigoro Kano. Nato il 18 ottobre 1863 a Mikage. Egli giunse a Tokyo nel 1870 per continuare la sua formazione scolastica in Istituti d’Istruzione. Delicato di salute, era alto solo un metro e cinquanta e pesava 48 chili. A 16 anni decise di rafforzare il proprio corpo con la pratica della ginnastica e del baseball. Successivamente si interessò alle arti marziali e, seppur disapprovato dai familiari, prese lezioni di Ju Jitsu alla Tenjin Shinyo-ryu con i maestri Iso e Fukuda, dai quali apprese i segreti del randori e dei kata. Al tempo stesso fu guidato dal maestro Ihikubo della Kito-ryu il quale insegnava uno stile di Ju Jitsu del tutto diverso. Inoltre il giovane Kano fece approfonditi studi su antichi testi di insegnamento (densho) di molte antiche Scuole di Ju Jitsu. Nel 1882, ormai laureato, cominciò ad insegnante i metodi di Ju Jitsu praticati fin dall’era Edo, fondando la sua scuola Kodokan.
Il KO-DO-KAN significa letteralmente “Scuola per lo studio della Via”. Le tecniche, che Jigoro Kano prese a base per il suo metodo “Judo Kodokan”, si ispiravano principalmente alle forme tradizionali delle scuole Kito-ryu e Tenjin Shinyo-ryu. Molte altre tecniche di Ju Jitsu furono modificate e affinate da quelle che in origine appartenevano alla tradizione, ma l’intima essenza del Judo, che faceva convergere forza e flessibilità, fu un concetto che Jigoro Kano definì a poco a poco con una ricerca razionale e con metodo scientifico. Nel passare degli anni il Judo Kodokan iniziò ad avere interesse e seguito in tutto il Giappone, e molte delle scuole di Ju Jitsu più tradizionali non accettarono lo sconvolgimento della loro arte, cominciando a sfidare i primi judoka (come vengono chiamati i praticanti di judo). Nel 1886 il Kodokan riportò la prima vittoria grazie ai famosi allievi Shiro Saigo e Yokoyama. Sezioni del Kodokan furono aperte a Nirayama, Edajima e Kyoto. Il Kodokan e il Judo si imposero e il dojo di Tokio cresceva di anno in anno. In pochi anni il metodo di Kano catturò l’attenzione del Ministero della Istruzione nipponico. Quest’ultimo cominciò a prendere in considerazione i meriti delle varie Scuole di Ju Jitsu con l’intento di inserire questa arte marziale tra le materie di studio, accanto alla educazione fisica. Ben presto il Judo divenne materia integrante di studio nelle scuole di tutto il paese. Con la modernizzazione del Giappone e l’arrivo degli occidentali il Judo Kodokan usci dai confini nazionali. L’interesse cresciuto intorno a questa “moderna” arte marziale crebbe talmente tanto che nel 1938 il Giappone invio il Professor Jigoro Kano al Cairo perché rappresentasse la sua Nazione al 12° Convegno del Comitato Olimpico Internazionale Generale. La sua partecipazione ebbe un tale successo che fu approvata la richiesta di far svolgere i giochi olimpiadi a Tokyo. Dopo la sconfitta del Giappone durante la seconda guerra mondiale le truppe di occupazione americane proibirono la pratica delle arti marziali e di conseguenza anche del judo, ma nel 1946 i professori del Kodokan furono autorizzati ad insegnare questa disciplina alle truppe americane. Nel 1956 il Giappone organizza i primi campionati del mondo, e nel 1964 entra ufficialmente nei giochi olimpici, durante i quali il dominio giapponese subì la prima battuta d’arresto con la vittoria di Anton Geesing nella categoria open (senza limite di peso).

Andrea Lupi

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