Non sto più nella pelle

Buongiorno a tutti, sono Silvia, un’estetista che vive a Roma.

Quando mi è stata proposta l’idea di scrivere una rubrica sul giornale online Trend Magazine ho provato un grande entusiasmo. L’emozione è tanta e non saprei da che parte iniziare. Moltissime sono le cose da dire e gli argomenti da affrontare … una grande confusione in testa.

Innanzitutto vorrei dire che la categoria delle estetiste, quella a cui appartengo, è da troppo tempo bistrattata. Questo soprattutto per una cattiva informazione a riguardo. Ecco qualche esempio: beauty center che non operano nei canoni dell’estetica, operatrici tecnicamente poco o affatto preparate, estetiste che si improvvisano dietiste o addirittura medici estetici. Con questo non voglio fare polemica, ma altresì comunicare e trasmettere la passione che mi lega a questo lavoro . Anni di studi, abnegazione, orari di lavoro interminabili, tutto all’insegna della professionalità e della preparazione tecnico-scientifica. E’un lavoro faticoso ma che mi ha dato, e mi continua a dare, molte soddisfazioni personali e professionali.

Iniziamo questo percorso con la questione riguardante la pelle, la nostra pelle, che non è solamente un involucro esterno che contiene mille componenti del nostro corpo, bensì un vero e proprio organo. Svolge numerose funzioni, controlla vari processi e subisce molte influenze, produce delle secrezioni, si ricambia e si ripara, varia l’aspetto, lo spessore e il colore in base alle influenze interne ed esterne e in base all’età. Per fare un esempio: il neonato ha un colorito bianco,il giovane e l’adulto uno più scuro e l’anziano, infine, giallastro. La pelle, inoltre, recepisce il caldo e il freddo, il dolore, le carezze e il solletico.

Poi ci sono molti disturbi degli organi interni che, a primo impatto, si manifestano sulla nostra pelle, come per esempio il pallore di chi è anemico o il giallastro di chi ha problemi di fegato. Oppure la stessa pelle esprime il nostro umore e la nostra psiche come le sensazioni di paura, vergogna, collera, serenità, allegria, amore. Poi ci sono i danni causati dal sole o dalle lampade abbronzanti usate senza regole e in maniera spropositata. I danni non sempre si vedono all’istante, infatti potrebbero apparire anche anni dopo. Eccone alcuni: macchie solari, invecchiamento precoce, o in casi gravi tumori della pelle.

Un consiglio che vi posso dare è quello di trattarla con cura. Il sole, naturale o artificiale che sia, va preso con moderazione e con le dovute precauzioni in base al tipo di pelle. La dermatologia distingue 6 fototipi a seconda delle caratteristiche dell’individuo e della reazione all’esposizione ai raggi ultravioletti:
Fototipo 1. Si presenta molto chiaro, spesso con efelidi (lentiggini), capelli di colore biondo o rosso, occhi chiari. E’sensibile e sviluppa eritemi all’esposizione al sole non protetta con dei rischi di danni permanenti. (Fattore alto di protezione).
Fototipo2. Una carnagione chiara spesso con efelidi, capelli biondo scuro o castano chiaro ,occhi chiari o scuri, sensibile e si scotta facilmente. (Fattore alto di protezione).
Fototipo3. Frequente nei paesi occidentali. E’bruno-chiaro, capelli castani, occhi chiari o scuri, può scottarsi con un esposizione intensiva. (Fattore alto di protezione).
Fototipo4. Pelle olivastra o scura, capelli castano scuro o neri, occhi scuri, ed è poco sensibile. (Fattore medio di protezione).
Fototipo5. Carnagione bruno-olivastra, capelli neri, occhi scuri e non è sensibile all’esposizione solare. (Fattore basso di protezione).
Fototipo6. Carnagione nera, capelli neri, occhi scuri. (Fattore basso di protezione).

Silvia Renotti

Condividi:
  • Facebook
  • Google
  • E-mail this story to a friend!
  • MySpace
  • Segnalo
  • TwitThis