Verso Roma a cinque cerchi

Circa un lustro fa l’Urbe si apprestava a vivere una delle più belle pagine della sua storia millenaria. Un evento la avrebbe fatta ritornare ai gloriosi fasti di caput mundi, le Olimpiadi del 1960. Olimpiadi da record per seguito, prestigio ed organizzazione. In meno di cinque anni la capitale si era rifatto il look modernizzandosi al livello architettonico, urbanistico e logistico, scrollandosi di dosso la polvere del post guerra e cominciando a somigliare ad una vera capitale europea con strutture ed aree predisposte di ultima generazione.
Ben cinquant’anni dopo, all’anno domini 2011, la città di Roma cerca di ripetere quel prestigio e credito, che gli venne con i giochi olimpici del 1960, tentando di superare e battere le altre candidature alle olimpiadi del 2020 (Madrid, Tokyo e Istanbul) ma soprattutto provando a rompere il tira e molla estenuante tra istituzioni ed enti organizzatori, e scongiurando le difficoltà di una metropoli legate alla riqualificazione necessaria per ospitare un evento di questa portata.
“Roma 2020” prevede un progetto di ristrutturazione e rimodernamento delle aree del foro italico e del villaggio olimpico costruite per la manifestazione sportiva del 1960. D’altronde anche se il 70% delle strutture è già esistente il programma prevede una serie di nuove realizzazioni non indifferenti. Tra queste: la Città dello Sport a Tor Vergata; lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino, che prevede un graduale incremento della capacità del traffico passeggeri fino a 55 milioni di presenze nel 2020; gli interventi per rilanciare le infrastrutture metropolitane; la costruzione di nuove strutture ricettive; il Parco fluviale del Tevere; l’ottimizzazione delle potenzialità nell’ambito della ricerca per lo sviluppo di un “Polo dell’innovazione” che si candida a divenire un punto di riferimento per il progresso scientifico e tecnologico. (fonte: www.2020roma.it).
Servono circa 5 miliardi per portare avanti il sogno olimpico capitolino. Ma in periodi di crisi, recessione e istituzioni traballanti, le garanzie sui fondi effettivi a disposizione vacillano e non poco. Dal progetto complessivo e cumulativo sono stati tagliati, circa 4,4 miliardi di euro della metropolitana C (linea San Giovanni-Farnesina), considerata poco utile per le esigenze dei Giochi, e molto costosa. C’è tempo fino a febbraio 2012 per ordinare le carte e per trovare anche fondi e sponsor privati, che sarebbero una manna dal cielo in questi tempi di magra italica e darebbero un pò di ossigeno al comitato promotore e agli organizzatori. «La candidatura di Roma va avanti e non c’è alcuna possibilità che venga messa in discussione». Questo il messaggio giunto dall’ultima riunione del cda del comitato di candidatura di Roma 2020 tenutasi nel salone d’oro del Coni
Quindi sembrerebbe iniziare il countdown fino al 7 settembre 2013 data indicata dal Comitato olimpico internazionale per l’elezione della città ospitante. Data importante per la città eterna e per i suoi abitanti, entusiasti per Roma a cinque cerchi. Infatti da alcuni sondaggi risulta che 9 romani su 10 vogliano che Roma ospiti i Giochi del 2020 e un altro sondaggio realizzato dalla SWG evidenzia come l’87% dei romani ritenga che le ricadute favorevoli si estenderanno all’intero Paese; inoltre, il 73% esprime la propria disponibilità a dare il proprio contributo volontario alla loro organizzazione.
E allora “damose da fa”!
Fabrizio Maggiore

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